MDW: Cascina Cuccagna ospita Failures e le creazioni di Laura Piacquadio

  • di danielac., pubblicato il aprile 09, 2016
Anche quest'anno Milano si prepara alla settimana più frenetica, eccentrica e caotica dell'anno; si apre la Milano Design Week 2016 con tutti i suoi eventi, conferenze stampa, presentazioni e aperitivi dislocati da un angolo all'altro della città.

Ieri Cascina Cuccagna (una vera cascina nel cuore di Milano in zona Corso Lodi), in occasione del Fuorisalone 2016, ha aperto le porte delle sue antiche stanze per ospitare Failures. Process Beyond Success, il progetto curato da Raumplan e ACCC (Associazione Consorzio Cantiere Cuccagna). 


Gli oltre 4000 mq dell'antica corte agricola diventano teatro di un ampio percorso espositivo dedicato all'insolito tema del fallimento nell'arte e nel design: storie di progetti falliti, atti mancati, anelli che non tengono. 

Storie di errori da cui sono scaturite buone intuizioni o preziosi input per nuove direzioni di ricerca. 

Failures racconta il dietro le quinte del mondo del design: un itinerario attraverso gli imprevedibili sentieri del progetto, passando per prototipi e pezzi unici, celebri flop e autoproduzioni d'avanguardia. 



Molti gli artisti che hanno partecipato e che esporranno le proprie opere e la propria idea di "fallimento" e ancora workshop, dj set, conferenze, presentazioni e l'imperdibile doppio appuntamento con il format internazionale FuckUp Nights dove storyteller d'eccezione raccontano le storie dei loro fallimenti creativi il tutto dall'8 al 17 aprile 2016 a Cascina Cuccagna, naturalmente!


Tra le numerose stanze della Cascina si svelano come in un labirinto diverse installazioni, dalle sedute, alle lampade passando per quadri, fotografie e oggetti di recupero. Nella stanza numero 13 Laura Piacquadio Creazioni e Decorazioni racconta la sua idea di "fallimento" mostrando le su stoffe sapientemente dipinte recuperando i materiali senza sprechi ne di colore ne d'acqua. 


"Il mio lavoro nasce dal desiderio di osservare come l’acqua si comporta sui tessuti e qual è la traccia che lascia. Mi piacciono le macchie di umidità delle vecchie case, prima di ristrutturazioni o restauri, portano con se affascinanti atmosfere. E’ l’acqua che scrosta, scurisce, invecchia, ingiallisce, muta i colori, e a volte anche le forme. Nella decorazione ho spesso imitato questo lavoro del tempo con materiali e colori appositi, su svariate superfici. In questa mostra voglio proporre il medesimo lavoro ma su tessuto. Così da superfici dure ho scelto superfici morbide e flessibili. Il mio progetto vuole essere un omaggio all’acqua, ai suoi movimenti e al suo colore". Racconta l'artista




"Zero. Punto di fuga. Punto di non ritorno o nuovo inizio? La società occidentale è portata a considerare lo zero come il fallimento, la fine di tutto ma il matematico Brian Rotman sostiene che lo zero in natura non esiste; è paragonato al nulla a cui fanno seguito i numeri. Quindi lo zero è solo ciò che può dare inizio al tutto, al nuovo. Così come lo zero il fallimento è energia in divenire: innovazione, rinascita e miglioramento. Il creativo si confronta ogni giorno con il fallimento ed il suo andare oltre, perché sa che soltanto dalla pratica e dal tentativo si può costruire qualcosa di veramente buono. Ecco questa è la mia idea di fallimento in questo contesto, in questa società e in questo momento storico".






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